RIEVOCAZIONE STORICA VICHINGA: NASCE IL PROGETTO TYRSLOG. RADICATI NEL PASSATO, PROIETTATI NEL FUTURO

9 Gennaio 2024
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Il tempo è giunto. Dopo anni di lavoro e di rompicapi, giusta ed indispensabile gavetta, prende vita finalmente il progetto Tyrslog: la nuova concezione della rievocazione storica vichinga.

È un ossimoro in un certo senso, vero, ma per progredire nel futuro è sempre bene guardare alle radici, meglio ancora se queste sono ben salde e chiare nella mente e nelle intenzioni di chi si propone di mettere in moto una creatura così affamata.

Di cosa ha fame questa nostra neonata ma già promettente figlia? Ha fame di ordine, ha fame di mostrare che quanto sognato da molti – in tempi non ancora maturi – nel panorama rievocativo italiano è davvero possibile; l’ordine del Dio Tyr al quale il nome del gruppo stesso si ispira, insito nel toponimo “Tyrslog” ossia “luogo in cui vige la legge di Tyr”.

Il nome deriva direttamente dall’antico nordico. Týslǫg è la normalizzazione di una serie di toponimi attestati nel sud della Norvegia (Tisle, Tislagh, Tyslag) e si compone di due sostantivi: il genitivo singolare Týs del sost. m. Týr – nome del dio nordico deputato alla guerra e alla giustizia – e il sost. n. lǫg che vuol dire “legge” e per estensione “luogo su cui vale la legge di (qualcuno)”. Il sostantivo composto Týslǫg può essere tradotto sia come “legge di Týr” che come “luogo dedicato al dio Týr”. Abbiamo scelto di dedicare il nostro progetto al dio Týr e per questa ragione ci sentiamo in dovere di riconoscerne la sacralità. Anche se il progetto non è un luogo geografico vogliamo ugualmente dedicarlo a Týr e quindi dedicare noi stessi alle virtù di cui questo dio si fa portatore: coraggio, rettitudine, giustizia e sacrificio.
Marco Alimandi

Riguardo al sogno, invece, ciò a cui le menti creatrici del progetto tendono è mostrare che anche in Italia, sebbene sia stata appena toccata dalle incursioni vichinghe rispetto ad altri luoghi, è presente l’eredità di quei popoli del nord che spesso vengono visti come troppo lontani dal Mediterraneo e che troppe volte, a causa di una mercificazione che ormai permea qualsiasi argomento che riscuote l’interesse dell’utente tipo dei social media, sono relegati ad un immaginario tra il “pop” e il fantasy, gettando nella confusione e, di riflesso, nell’ignoranza chi si approccia a questo mondo così denso di simbologia, tradizioni, parole, valori, in contrasto il più delle volte con ciò a cui la società odierna ci obbliga ad abituarci.

Affacciandoci poi al di fuori dei nostri confini geografici, questa nuova realtà intende mostrare che l’Italia non è seconda a nessuno per quanto concerne l’accuratezza, lo studio, l’artigianato, la disciplina marziale e la spiritualità come in molti casi, nostro malgrado, i rievocatori italiani vengono percepiti. È anche per questa ragione che, grazie al supporto di ricercatori, filologi, musei – tra i quali ringraziamo museo vichingo di Djurgården Stoccolma e il Dublinia Viking Museum per averci messo a disposizione parte dei loro materiali – il nostro lavoro si concretizza nel far rinascere non solo gli antichi scandinavi ma tutte quelle popolazioni che, entrate in contatto e poi fuse con loro, hanno subito un’influenza consistente negli usi e nei costumi che vanno poi a caratterizzarsi rendendosi peculiari nei differenti insediamenti sparsi per l’Europa – da ovest con l’insediamento di Dublino fino ad est con la fondazione della Rus di Kiev.

Ciò che il Tyrslog si propone è di trovare un equilibrio tra i tre pilastri individuati come fondamentali: combattimento, history living e spiritualità, rappresentati nella simbologia delle sue insegne e dai colori delle stesse – una Teiwaz bianca codificata con runa a pettine su fondo nero e rosso scuro, rispettivamente secondo la nostra rielaborazione dell’utilizzo dei colori presso le popolazioni indoeuropee (ispirata agli studi di Gianna Chiesa Isnardi, Freya Aswyn, Edred Thorsson e Fabrizio Bandini), spiritualità, mestieri e marzialità.

Tutti gli sforzi, ancora una volta, sono finalizzati a non cadere nell’errore di includere nella rievocazione falsi storici ed elementi ormai insinuatisi nella stessa che vedono orde di shieldmaiden, corni da birra legati alle cinture, gruppi che privilegiano i combattenti a discapito dello studio e della rappresentazione della totalità degli altri ruoli sociali che costituivano la complessa e pressoché perfetta società del tempo, con tutte le varianti del caso.

Un altro punto di forza della comunità, è la ricostruzione fedele della gerarchia sociale dell’epoca all’interno di un insediamento, sia esso un piccolo villaggio o un grande centro urbano come Birka o Novgorod.

Rievocazione dunque, coerentemente con quanto esposto, non è semplicemente indossare un bell’abito e calarsi nella parte di una recita fine a se stessa ma una vera e propria comunità; ad essa aspiriamo.
Quella vera, quella apparentemente persa nella notte dei tempi – epoche che ci hanno insegnato a percepire come lontane, perse e distanti dalle nostre radici. Quei tempi sono più vicini di quanto pensiamo, gli ultimi popoli forzatamente convertiti al cristianesimo lo hanno fatto solo dopo l’anno 1000. Quei tempi non sono così lontani; nella storia umana mille anni non sono niente, non a confronto di tradizioni vive da millenni prima e mai veramente dimenticate.

Molto di questo lavoro di accurata ricostruzione mosso dalla passione è stato possibile anche facendo nostra l’esperienza tramandataci da coloro che ci hanno iniziato a questo mondo, in particolare Halfdan Fjallarsson, i quali hanno piantato un prezioso seme, ben radicato, in quel terreno fertile che è la nostra sete di conoscenza e la nostra ambizione.

Ancora una volta raccogliamo l’eredità dei padri – preziosa – nel tentativo di porre le basi per creare una nuova comunità salda, forti del supporto dei nostri fratelli con i quali condividiamo oggi lo stesso fine, i medesimi ideali, radici comuni ispirate al lascito dei nostri antenati che ci sono cari, sperando sia al contempo un nuovo inizio, e scegliamo continuamente di avanzare verso lo stesso obiettivo – che possa un giorno, sia esso vicino o goduto da coloro che discenderanno da noi, culminare nella rinascita della sopita età d’oro.

Autore

  • Guðrún Friggjardóttir

    Guðrún Friggjardóttir è nata a Roma ed è membro fondatore della comunità etenista italiana La Sippe di Wotan. Studiosa della cultura Nordica ed interpretazione runica, esperta di rievocazione storica e cofondatrice del progetto Tyrslog. Ha scelto di contribuire al progetto editoriale di Paganesimo Nordico Mag per la maggiore estensione della religiosità etena in Italia.

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