RITIRO SPIRITUALE IN ISLANDA: LA SPERIMENTAZIONE DELLA COMUNITÀ ETENISTA ITALIANA

13 Dicembre 2023
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Si è conclusa con un grande successo la prima edizione del ritiro spirituale del Tempio del Lupo in terra d’Islanda. L’antica distesa dei ghiacci che sorge nell’atlantico settentrionale, unica tra le società europee per essere stata fondata in epoca vichinga e per disporre di numerose fonti scritte e archeologiche sulle sue origini, è ricca di luoghi naturali di irripetibile affinità con le energie del cosmo e difficilmente descrivibili per l’imperscrutabile sacralità naturale che li contraddistingue. 

Anche soprannominata ‘regno di muschi e di folletti’ questa magica isola (in islandese: Lýðveldið Ísland; Iceland dall’inglese) è considerata a pieno titolo la terra dell’huldufolk, il piccolo popolo nascosto di fate, elfi e nani che normalmente si cela alla vista degli uomini. Sotto o dietro le rocce e i tumuli o nelle profondità del terreno essi abitano, protagonisti di innumerevoli leggende. Ma non parliamo qui solo di miti originati dalla fantasia popolare: secondo uno studio del 2007 condotto dall’Università dell’Islanda, circa il 62% della popolazione locale crede che l’esistenza degli elfi sia più di una favola.

Intraprendere un viaggio alla scoperta delle bellezze islandesi non vuole essere dunque un semplice ampliamento dei propri orizzonti geografici. Nel caso dei cultori della religione etena esso rappresenta soprattutto un’esperienza di contatto con la sostanza più vera della spiritualità nordica tra religione, paesaggio e cultura, che ci lascia perennemente stupiti dal raro fascino delle sue infinite gemme nascoste, lungo i sentieri storicamente già battuti dai nostri predecessori. 

È difficoltoso, ora che siamo tornati in Italia, spiegare a parole l’infinità di emozioni provate durante il ritiro spirituale organizzato dalla nostra associazione durante l’ultima settimana del mese di aprile. Proverò a grandi linee a fare una sorta di cronaca della nostra esperienza, ben consapevole che non riuscirò (e forse nemmeno vorrò) tentare di trasmettere l’intera gamma di suggestioni ed impressioni provate dal nostro gruppo in questi 8 giorni.

Il ritiro spirituale, che si unisce a momenti di svago e convivialità, è una formula aggregativa e di ricerca interiore nuova nel panorama delle attività che il tempio del Lupo abbia finora mai proposto. L’iniziativa, a numero chiuso, è stata portata a sperimentazione per testare i punti di forza e le criticità in vista di un’eventuale apertura anche a tutti i fedeli nel prossimo futuro.

L’arrivo all’aeroporto di Keflavík ha avuto subito un impatto emotivo molto forte su tutti i membri della comitiva che hanno mantenuto per interi minuti un silenzio quasi religioso, scrutando tutt’intorno il paesaggio lunare tipico della zona.

Una volta smaltito l’impatto dell’arrivo nella terra del Ghiaccio e del Fuoco ci siamo recati presso Reykjavík ove abbiamo partecipato alle celebrazioni del Sigurblot (che in Islanda è una festività nazionale) e per seguire a pieno le tradizioni islandesi di inizio estate. La giornata si è conclusa con un rinvigorente bagno nell’oceano Atlantico.

Siamo rimasti tutti molto colpiti all’ospitalità e cordialità del popolo Islandese che ci ha trattati più come ospiti che come turisti, forse per via del loro isolamento geografico che ha fatto sviluppare loro una anomala apertura nei confronti degli estranei.

Il ritiro è proseguito nei giorni successivi tra svariati chilometri di strade e qualche corvo che ogni tanto faceva capolino per “controllarci”. Gentile emissario di Wotan che abbiamo salutato. Il nostro tempo in Islanda è continuato alternando esplorazione, meditazione, sacrificio e momenti di genuino svago.

Uno dei momenti più degni di nota che voglio citare per non dilungarmi è stato il Blót svolto a beneficio degli Elfi nel bosco di Ásbyrgi (montagna degli Dèi) dove si dice dimorino tuttora queste fantastiche creature lontano dagli occhi indiscreti degli uomini civilizzati. La cerimonia si è svolta nei pressi di un albero vicino al lago all’interno del canyon che si dice sia stato creato niente meno che dallo zoccolo di Slepnir: il cavallo di Odino.

Le emozioni e l’energia provati nel corso di quella breve ed intensa cerimonia sono rimaste attaccate alle nostre anime ed ai nostri corpi per diverso tempo facendoci provare tutta l’energia positiva che quel luogo emanava e che ha gentilmente concesso anche a noi suoi ospiti.
In conclusione si può dire che l’Islanda sia ancora un paese selvaggio, non del tutto civilizzato (fortunatamente) e soprattutto che sia dimora di una grande quantità di Entità che sono scappate dalla civiltà e qui si sono rifugiate per restare.

Autore

  • Daniele Stefani

    Daniele Stefani classe 1992 inizia il suo percorso spirituale dedicandosi alla ricerca spirituale in ambito indoeuropeo per approdare poi alla via etena grazie agli scritti di Guido Von List. È uno dei fondatori della Comunità Etenista del Tempio del Lupo e dal 2022 ne è il presidente.

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