GLI STRUMENTI DELL’AGRICOLTURA NEI POPOLI DEL NORD: IL QUERN STONE PER LA MOLATURA A MANO

13 Dicembre 2023
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L’uso di macine per la lavorazione degli alimenti vegetali, e forse per la produzione di farina, risale in tutta Europa almeno a 30.000 anni fa. Le mole sono state utilizzate da numerose civiltà in tutto il mondo per macinare materiali ma soprattutto i cereali per la panificazione.

Quando i cacciatori/raccoglitori iniziarono a coltivare cereali selvatici come il grano e l’orzo per integrare la loro dieta di sussistenza, circa 10 mila anni fa, trovarono la necessità di decorticare i chicchi e ridurli in polvere. In questo modo si facilitava la digestione e si rilasciava la maggior quantità di sostanze nutritive.

Nel Neolitico e in seguito, questa operazione veniva tipicamente eseguita schiacciando i cereali tra due pietre grezze. La forma più antica era nota come saddle quern, che comprendeva una pietra inferiore piatta o concava, di solito appoggiata al suolo, sulla quale veniva sfregato a mano un ciottolo superiore. Il grano veniva aggiunto all’estremità più vicina all’agricoltore e il materiale macinato cadeva dai lati e dall’estremità più lontana su un telo dove veniva raccolto.

Il quern stone (o mulino rotante manuale) anche per gli antichi popoli germanici del Nord rappresentava uno strumento fondamentale per la macinatura a mano di un’ampia varietà di materiali e alimenti. La pietra mobile superiore è chiamata muller, gomma o pietra a mano accompagnata da una pietra stazionaria inferiore, la mola da sella.

Il disegno covesso della pietra inferiore raccoglieva la farina e aiutava il materiale macinato a dirigersi verso i bordi esterni per essere raccolto. Le mole scanalate consentivano il movimento della farina. La pietra superiore aveva talvolta un’area coppiforme attorno al foro della tramoggia con un bordo rialzato. Talvolta alla macina era aggiunto un pezzo di legno o altro materiale che non solo fungeva da dispositivo di centraggio, ma permetteva di aggiungere del cereale.

La maggior parte delle pietre manuali era dotata di un foro per la presa a mano o a fessura per il probabile inserimento di un bastone o pezzo di legno che facilitava la molatura anche da una posizione eretta. Altre quern possiedono più fori per l’inserimento dell’asta forse per la necessità di ridurre l’usura dello strumento.

La pietra utilizzata per un quern stone doveva essere resistente all’uso e durevole. La sua superficie non doveva consumarsi e diventare liscia troppo rapidamente e doveva essere in grado di rivestirsi quando si consumava. Per la sua reaizzazione sono stati utilizzati diversi tipi di roccia, come il pudding stone, caratteristico di molte pietre di quern della regione dell’East Anglian (Philips, 1950).
Altri tipi di roccia includono Greensand, arenarie terziarie e graniglie Millstone e il tipo utilizzato dipendeva in gran parte dalla disponibilità di forniture locali. Per quanto riguarda la forma stessa del quern, non solo vi erano differenze tra aree adiacenti, ma anche una notevole variazione da nord a sud.

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